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Solstices Project


City Guides - Palerme

Ai Bastoni

74 via Papireto

Ai Bastioni è un pub sito al 74 via Papireto. Via Papireto deve il suo nome al Papireto il fiume che insieme al Kemonia attraversavano Palermo, che nei secoli sono stati interrati. Questi due fiumi valsero a Palermo il suo appellativo di Pan Ormus cioè “tutto porto”. Infatti, grazie ad essi i carichi delle navi che attraccavano alla cala potevano essere portati all’interno della città risalendo i due fiumi su imbarcazioni più piccole.

Ai Bastioni è a due passi dal mercato del Capo, che in epoca mussulmana (alto medioevo) era il quartiere degli schiavoni, pirati e mercanti di schiavi, e nei cui anfratti, tra il seicento e il settecento, si riunivano i Beati Paoli, un antica e segreta setta che nella grotta di via Beati Paoli notte tempo decideva chi punire vendicando ingiustizie e iniquità.

Ai Bastioni è anche a due passi dal vivace corso Finocchiaro Aprile, che tutti i palermitani conoscono come corso Alivuzza. Lo stesso corso Alivuzza di “Quant’è laria la me zita”, divertente canzone tradizionale, che, parlando della bruttissima fidanzata, dice che quando saliva da corso Alivuzza la gente la prendeva a colpi di cucuzza, cioè zucchina.

Questo posto, però, deve il suo nome al microcosmo che si snoda alle sue spalle, in quello che in una casetta inglese si chiamerebbe back yard, il cortiletto, insomma. Qui si posso vedere, respirare e toccare le vecchie e porose mura che nel cinquecento difendevano la città. Su queste mura si erge un bello e misterioso giardino pensile, (visibile con la panoramica di google maps: https://www.google.fr/maps/place/Via+Guccia/@38.1167537,13.3510508,255m/data=!3m1!1e3!4m2!3m1!1s0x1319ef67161f3b47:0xcf1a08e330305c5e ) le cui fichidindia (cactus siciliani con succulenti frutti) inerpicandosi discendono verso vicolo Guccia. Questa stradina si biforca in due vicoletti separati al centro da costruzioni basse, stalle e magazzini. Qui durante il pomeriggio si sentono le voci dei bambini che giocano, delle signore che spettegolano tra loro e le note di struggenti canzoni napoletane.

Ai Bastioni, se particolarmente ubriachi, può capitare di vedere dei folletti verdi, un po’ simili ai leprechaun irlandesi, che giocano scherzi a tutti quelli che ricercano tesori o più sicilianamente “truvatura”. Sono gli spiriti che evaporano dai fumi dell’assenzio, che, per prima a Palermo, Simona, l’avvenente fata-proprietaria, serve ancora oggi come veniva servito ai maledetti francesi. È divertente vedere come sul traforato cucchiaino in argento si scioglie la zolletta di zucchero, arsa dall’alcol di quegli spiriti dispettosi. Ma Ai Bastioni non è solo assenzio e Simona, da molti chiamata “Assenzia”, anche lei non è solo assenzia. La fata-strega vi alletterà con cocktails ricercati ed elegantemente serviti, forte della sua esperienza di manager dei bartenders del rinomato Opium di Barcellona.

Ai Bastioni è un ambiente accogliente, semplice e familiare, dove si allestiscono spettacolini, dj set, cineforum e piccole esposizioni di artigianato. Il locale è anche un punto di incontro per surfisti e Paolo, fanatico del Kytesurf e fratello-mago di Simona accoglie i suoi amici surfisti nel BKT: Bastioni Kyte Team. Paoluzzu è simpaticunazzu, come diciamo a Palermo, i suoi cappellacci e il suo barbone lo inquadrano perfettamente nell’atmosfera di quei surfisti californiani-hippy degli anni settanta.

A questo punto manca solo lo zio Pino, padre di Paolo e Simona, fondatore della stirpe di stregoni e primo motore immobile, come direbbe Aristotele, che tutto preso dal suo nuovo ruolo di nonno è ancora più intriso di saggezza e cultura popolare.

Che altro dire? Ah ecco, venite anche il pomeriggio ad assaporare una gustosa cioccolata o un aromatica tisana.

A presto da Simone



Il Vinile

Via Giuseppe Piazzi 19, 90141 Palerme

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Il Vinile Il Vinile Il Vinile

Chiacchere e musica immersi in un’atmosfera dal gusto vagamente retrò.

Il vinile è proprio un locale…trasformista…che si presta ad offrire una bolla di intimità così come lo spazio necessario per sollazzi tra amici.

Qui regna ancora lo spirito del vecchio jukebox: nell’ambiente raccolto, tra i toni caldi del verde Giamaica dell’interno, ed il legno scuro della tettoia esterna, gli ospiti hanno a disposizione una parete di dischi e due simpatici lettori LP per scegliere la propria musica.

Il locale è nato otto anni fa, nella zona di via Dante.

Prima aperta campagna, questo quartiere era anticamente un luogo di passaggio per coloro i quali si muovevano da e verso la città. Il passaggio da queste contrade, fino all’800, era molto pericoloso: capitava spesso di imbattersi in predoni e banditi che sorprendevano i passanti!

L’area venne rivalorizzata alla fine dell’ ‘800 , anni in cui era entrata a far parte dei confini cittadini.

…Sembra che Il Vinile abbia ereditato l’antica anima del quartiere in cui sorge…è divenuto in poco tempo uno degli approdi più consueti nel “vai e vieni” di incontri, storie di vita ed aneddoti palermitani, di cui i fedelissimi vanno fieri!



Harira Bistrot

Vicolo Pesacannone

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Harira Bistrot

Che siate pronti o meno ad una nuova esperienza sensoriale, l’Harira sorprende il visitatore con la sua ambientazione in stile arabo e gli odori di una cucina tipica siciliana rivisitata in versione “soft” ma non meno gustosa.

L’Harira, alla base, è una zuppa della tradizione berbera, nutriente e saporita, consumata soprattutto durante il Ramadan e le celebrazioni più importanti.

Il nostro Bistrot rievoca il felice connubio tra la Sicilia e la cultura araba che impregna la città dal lontano IX sec. E’ proprio in questo periodo che Palermo, sotto dominazione musulmana, diventa la capitale della Sicilia e vive un periodo di grande prosperità e tolleranza.

Esso sorge nella prima circoscrizione della città, la più antica e centrale, prima attraversata dai fiumi Kemonia e Papireto. Si trova in posizione quasi equidistante tra il celebre Palazzo Reale (la più antica residenza reale d’Europa che fu dimora dei sovrani di Sicilia) e lo storico mercato di Ballarò, crogiolo di culture, prodotti locali e vita notturna, ma anche contraddittorio luogo di malcontento e povertà.

L’Harira è un ristorante “sui generis”: le luci soffuse, le palme ed altre piante sempreverdi accolgono gli ospiti all’ingresso del patio, prima di varcare la soglia delle vetrate che lo separano dalla seconda parte del locale, un’area spaziosa i cui tetti sono guarniti da teli morbidi in stile berbero. Tavoli in ferro battuto, divani per una comoda convivialità, pareti in pietra semilavorata ed accorgimenti “chic” fanno da contorno al piatto principale delle serate: i concerti di gruppi locali che propongono repertori svariati dalla musica anni ’30 al folk…anche i buongustai più satolli balleranno al ritmo di swing o tarantelle che siano.

Gli amanti della quiete ad ogni costo probabilmente si fermeranno nella parte più interna del locale. E apprezzeranno la poesia dei quadri di Klimt, tra un tintinnare di stoviglie ed il decantare di un buon vino.



Cronache di Marta